il primo magazine sulla sostenibilità applicata

Il futuro in città è nel verde organizzato in verticale. Intere facciate verdi di piante rampicanti, o grandi terrazze con alberi e arbusti. Una soluzione sempre più presente nei nuovi progetti di architettura, che presenta numerosi vantaggi anche di risparmio energetico Ormai non esiste architetto aggiornato che non sappia proporre soluzioni verdi in terza dimensione. Il giardino orizzontale è cosa obsoleta, o perlomeno troppo rara per poter rappresentare l’unico territorio di ricerca sostenibile. La necessità di ridurre le emissioni di CO2 in città non è una moda degli ultimi tempi, ma una sfida da attuare nel tempo più breve possibile, e attingendo ad ogni risorsa creativa possibile.
La proposta italiana più recente è quella del Boeri Studio di Milano, che ha presentato il Bosco verticale Isola, da realizzare a Milano. Si tratta di un prototipo di edificio alto, quasi un grattacielo, dove tutti i piani godono di terrazze piantumate molto ampie e sfalsate tra loro, in modo che le piante possano godere in altezza dello spazio di due o tre piani, e della rugiada notturna. Questa condizione infatti è necessaria ad ogni pianta per vegetare in piena salute.
La scelta delle piante da inserire nei terrazzi risponde poi a precise esigenze abitative degli appartamenti: alberi anche ad alto fusto ma a foglia caduca che in inverno lascino così passare più facilmente la luce del sole, e abbiano invece una folta vegetazione in estate, garantendo così ombra e frescura al terrazzo ed agli ambienti attigui. Per gli arbusti la scelta è molto più ampia, e risponde ad esigenze sia decorative che di beneficio ambientale.
Le piante infatti rilasciano ossigeno durante il giorno, catturano le polveri sottili, possono tenere lontani alcuni insetti molesti, rilasciano umidità, profumano l’aria, riparano dal vento e dai rumori.
Palazzi come il Bosco verticale propongono uno stile di vita nuovo che consente di passare, anche restando in casa, molto più tempo all’aperto, e costituisce il recupero dell’importanza del verde urbano. Ma laddove non è possibile godere di terrazze di nuova concezione come queste, la novità è il giardino verticale: una facciata di edificio interamente foderata di piante, anche 20 piante diverse assieme, tenute assieme da strutture leggerissime da ancorare alle facciate, e alimentate da un sistema di irrigazione automatica per caduta del tutto autonomo. Anche in questo caso i vantaggi sono moltissimi, come racconta Patrick Blanc, artista e botanico francese, che sta realizzando giardini di questo tipo un po’ ovunque nel mondo da Parigi a New York, senza usare la terra ma solo un sottile feltro sintetico capace di trattenere l’acqua sufficiente per far vivere le piante. 
Il vantaggio più immediato, a parte quello estetico molto evidente, è la coibentazione dell’edificio: l’escursione termica tra esterno e interno si abbassa tantissimo, consentendo di risparmiare molta energia per climatizzare i locali interni dell’edificio. Oltre agli altri vantaggi che abbiamo già citato, comuni agli altri giardini verticali, c’è il fatto che queste realizzazioni, replicabili con piante opportune in qualsiasi situazione climatica, sono perfettamente autonome come manutenzione poiché usano l’acqua piovana per la propria alimentazione.
Un esempio tutto italiano, il Muro Verde dell’Enel a Milano in Porta Ticinese, è inoltre il primo progetto di giardino verticale ad essere illuminato di notte e irrigato da pompe elettriche, tutto alimentato esclusivamente ad energia rinnovabile, grazie a dei pannelli fotovoltaici alla sua base. 
Si tratta di un esempio di riqualificazione urbana che garantisce un risparmio di 750 kg di CO2 all’anno, ed è facilmente riproponibile in ogni contesto con costi contenuti e velocità di realizzazione. 
Cosa che ne garantirà un sicuro sviluppo capillare nella edilizia dei prossimi anni. 


Per approfondimenti
http://www.progettiepaesaggi.com/italiano/stefano_boeri.htm
http://www.enel.it/attivita/novita_eventi/archivio_novita/muroverde/
http://www.verticalgardenpatrickblanc.com/
0
0
0
s2sdefault

Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
e Antonella Cicalò

Un libro a cura di

MeglioPossibile


per conoscere e riconoscere l'architettura del futuro

Edizioni FAG Milano

vai ai dettagli
I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok