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Viaggi

Nella giornata di mercoledì il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha anticipato al Senato le iniziative che il suo ministero promuoverà a favore del settore del turismo per contrastare la crisi innescata dalla pandemia. Il ministro, esponendo le criticità che tutti gli operatori del settore stanno affrontando, ha parlato di uno stato di “stra-crisi” – questo il termine utilizzato – dal quale non sarà facile uscire, nonostante le misure straordinarie in arrivo. Il sentimento di diffidenza e i comportamenti prudenti rimarranno anche al termine dell’emergenza sanitaria e si trascineranno per un arco di tempo dalla durata imprevedibile. Questo farà sì che la ripresa del settore turistico, così come quella delle attività culturali, compresa la fruizione dei luoghi della cultura in genere, sarà inevitabilmente più lenta rispetto ad altri settori.

Nei prossimi giorni il governo illustrerà nel dettaglio le misure economiche, il ministro Franceschini ha voluto però rassicurare gli italiani dicendo che “Le vacanze si faranno, ma saranno diverse. Si faranno vacanze italiane”.

Niente mete esotiche, viaggi intercontinentali, niente tour delle capitali europee ed escursioni ai confini del mondo. Siamo distanti da tutto questo. Ma la distanza, si sa, aiuta ad osservare le cose da un’altra prospettiva e a mettere meglio a fuoco ciò che ci circonda.

Abbiamo l’opportunità di ripensare al modo in cui ci muoviamo all’interno del pianeta e di diventare viaggiatori più consapevoli dell’impatto che le nostre esplorazioni hanno sulle economie locali e sull’ambiente.

Tre suggerimenti che, seppur accolti in questo periodo di stop forzato, potrebbero cambiare per sempre il nostro modo di viaggiare:

1. Conosci il tuo Paese

Quale migliore occasione per visitare il museo dal quale passavamo indifferenti ogni mattina per andare al lavoro o a scuola. Una passeggiata a piedi per le vie del borgo in cui andavamo solo per visitare i parenti potrebbe rivelarsi all’altezza dei quartieri più trendy e hipster che avremmo cercato affannosamente nelle città europee.

2. Adotta il paradigma “piccolo e semplice”

Ridurre il footprint dei nostri viaggi sembra un obiettivo ambizioso, ma ci sono tante piccole cose che possiamo fare per raggiungerlo. Nella scelta dell’alloggio, per esempio, o in quella del mezzo di trasporto basta tenere a mente che “più è piccolo e semplice, meglio è”. Soggiornare in piccoli ostelli, locande, o case-vacanze può contribuire notevolmente all’economia del luogo che ci ospita. Anche la scelta del mezzo con cui ci spostiamo può avere degli impatti positivi, è utile ottimizzare i percorsi per accorciare le distanze. In questo modo possiamo scegliere il mezzo più proporzionato alle nostre necessità, prediligendo le camminate, la bicicletta o i mezzi pubblici. Faremo esperienza del luogo che ci ospita come se fossimo locals.

3. Affidati a guide locali

Quella del fai-da-te è un’abitudine ormai consolidata per turisti e viaggiatori, soprattutto se in ambito low-cost. Questo potrebbe essere il momento per rivalutare i tour guidati senza rinunciare alla propria autonomia. Affidarsi a guide locali, professionali o improvvisate, costituendo piccoli gruppi di visitatori, può essere un’occasione per scoprire luoghi e usanze poco comuni oltre che per fare conoscenza. Cenare in un ristorante nascosto, non indicato sulle guide, o bere un cocktail nel bar che passa inosservato, ma è un luogo di ritrovo cult per la comunità locale, arricchisce la nostra esperienza di viaggio e contribuisce alla microeconomia locale.

Chissà quando potremo tornare a viaggiare. Che la nostra prima meta sia la città in cui viviamo, la spiaggia o il sentiero di montagna a pochi chilometri da casa, ricordiamoci che il viaggio non è una scusa per giustificare sprechi, né per mandare in vacanza i nostri standard etici e ambientali.

 

Crediti foto: StockSnap da Pixabay

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