il primo magazine sulla sostenibilità applicata

Il tema delle mascherine facciali oggi è molto dibattuto. Quali modelli esistono, cosa le differenzia le une dalle altre, per quanto tempo possono essere utilizzate, come devono essere indossate. Quello che è certo però è che esiste un unico grande problema diffuso e cioè riuscire ad acquistarle.

Chi ha la fortuna di trovare una farmacia rifornita, si scontra con prezzi altissimi e con la possibilità di acquistarne una a persona. Chi è più smart confida nell’e-commerce cominciando un viaggio intricato di nomi, codici, spese di spedizione, attese di consegna che durano mesi senza avere la sicurezza che arrivino mai.

Da quando il governo ha reso obbligatorio l’utilizzo delle mascherine infatti questa situazione si è aggravata dal momento che le principali aziende produttrici hanno la responsabilità di rifornire in primis il settore sanitario e la protezione civile lasciando quindi il cittadino in secondo piano.

Il motivo per cui si è creata questa situazione però risiede nella caratteristica principale di queste mascherine e cioè il fatto che siano prevalentemente monouso andando contro ogni principio di sostenibilità. In pochissime ore infatti, questi scudi di protezione diventano un nuovo rifiuto sanitario che si aggiunge a quelli che stanno facendo annegare il nostro intero ecosistema in un mare di prodotti non riciclabili.

Quindi, quando si parla di prodotti monouso nasce spontanea una riflessione sulla differenza tra economia lineare di cui fanno parte rispetto a quella circolare. Perché alla luce di questa carenza, invece di capire come aumentare la produzione di mascherine monouso bisognerebbe investire nella ricerca di come poter utilizzare materiali e tecnologie esistenti seguendo proprio i principi della circolarità.

Riduzione, riutilizzo e riciclaggio sono infatti le fasi di questo tipo di economia e si basano sull’eliminazione degli sprechi delle risorse e dell’energia:

  • riduzione: grazie alla progettazione di prodotti di lunga durata e costituiti da elementi semplici, si riesce a ridurre il consumo di materie prime;
  • riutilizzo: grazie al riuso di materie prime, si riesce a conservare l’energia investita per creare tale prodotto senza sprechi;
  • riciclaggio: quando un prodotto è arrivato alla fine del suo ciclo di vita, si può scomporre e si possono così utilizzare i componenti per creare un prodotto nuovo.

Chiaramente questa riflessione riguarda una delle due categorie di materiali che caratterizzano l’economia circolare e cioè i materiali tecnici che sono destinati ad essere riutilizzati e non quelli biologici capaci di integrarsi nuovamente nella biosfera rispettando l’ecosistema naturale.

Ed è proprio di materiali tecnici che parliamo quando affrontiamo il tema delle mascherine. Fortunatamente diverse aziende e centri di ricerca stanno sperimentando sistemi di sterilizzazione che permettono di ridurre i rifiuti e le richieste di fornitura. Grazie infatti a strumenti disponibili nelle strutture ospedaliere e a elementi come il vapore e il perossido di idrogeno, le mascherine N95 possono essere decontaminate garantendo la stessa qualità di filtraggio di quelle nuove. La Food and Drug Administration sta quindi procedendo ad approvare questi metodi per diffondere in tutti gli ospedali queste procedure di sanificazione diventando così un modello di circolarità sostenibile.  

Sappiamo bene che generalmente è dai momenti di difficoltà che si riescono a trovare soluzioni efficaci e proprio per questo la pandemia COVID-19 potrebbe essere considerata una vera e propria occasione di riflessione ed azione. Riflessione in merito alle pratiche del vivere oggi e di quanti cambiamenti possiamo implementare nella nostra quotidianità per ridurre l’inquinamento ambientale a favore della sostenibilità. Ed azione per applicare il più possibile criteri di circolarità nella produzione ed acquisto responsabile di beni evitando di incentivare la produzione dei rifiuti. Non dobbiamo dimenticare infatti che ci troviamo nel decennio che ci separa dal raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile del 2030 ed è quindi arrivato il momento di applicare tutte le soluzioni sostenibili per proteggere le risorse ambientali che rappresentano l’unica eredità possibile per le generazioni future.

 

  Foto di Alexas Fotos da Pixabay

 

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