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Attualmente solo il 9% delle risorse utilizzate nell'economia globale seguono una logica circolare: ora più che mai la circolarità richiede di essere applicata al massimo delle sue potenzialità.

Di questo si stanno accorgendo non solo le amministrazioni aziendali ma anche i parlamenti di tutto il mondo, convinti che un cambio radicale di paradigma sullo sfruttamento delle materie prime sia una carta vincente per uno sviluppo sostenibile.

Rispetto alle prime teorie discusse negli atenei, questo tema si è molto sviluppato nel tempo. Assistiamo ora ad una fase in cui questa coscienza è ormai ben radicata, tuttavia richiede di essere supportata da evidenze scientifiche basate su dati attendibili e comparabili.

Per dimostrare la reale convenienza economica dell’applicazione nelle aziende di un approccio circolare è necessario innanzitutto dimostrare i limiti del classico sistema lineare. Ciò avviene raccogliendo dati sugli esiti dei due metodi, monitorando i benefici che il modello circolare porta nel tempo ed estendendolo quindi a livello globale. È necessario quindi sviluppare metodi e strumenti di misurazione standardizzati, applicabili su tre livelli differenti: sistemiaziende e prodotti.

A livello dei sistemi, la circolarità è definita attraverso la misurazione dei flussi di materiali nell’economia globale, quantificando la differenza tra le risorse impiegate di origine naturale e quelle derivanti da riciclaggio ed il loro smaltimento. I sempre più alti standard di sostenibilità a cui tendono numerosi Paesi nel mondo impone però un approccio ben più capillare, che tenga in considerazione oltre a questi aspetti anche l’energia impiegata per l’estrazione, il trasporto, l’utilizzo di acqua e la gestione e smaltimento dei rifiuti, come anche la creazione di nuovi posti di lavoro e il valore economico lordo aggiunto grazie a un approccio di questo tipo.

A livello aziendale, sono ormai numerose le compagnie che investono in progetti di ricerca interni con lo scopo di valutare il potenziale delle diverse strategie circolari applicate alla propria produzione, sperimentando così soluzioni sempre più innovative e sostenibili. Nonostante tutti questi tentativi siano positivi, è indispensabile però individuare delle metriche standardizzate applicabili ad ogni tipo di azienda in modo che i dati derivanti da ognuna possano essere paragonati tra loro.

Infine, a livello del prodotto, lo strumento ormai universale per la valutazione del ciclo di vita è l’LCA, Life Cycle Assesment, riconosciuto unanimemente come il sistema più efficace per calcolare l’impatto ambientale di un materiale e la sua circolarità.

Trasversalmente a tutti i livelli, queste misurazioni sono utili soprattutto nel momento in cui vengono messe in relazione ad obbiettivi globali di tutela ambientale e sociale, come per esempio gli SDG’s dell’Agenda 2030. Numerose sono le organizzazioni che si stanno occupando di modificare i propri standard in un’ottica circolare, come ad esempio il GRI o l’U.S. GBC o il Cradle to Cradle Products Innovation Institute.

Mettere a punto una metodologia di misurazione standardizzata e condivisa da tutte le tipologie produttive diventa quindi elemento indispensabile per l’incremento della circolarità, senza dimenticare che questo è solo uno dei numerosi aspetti su cui lavorare per il raggiungimento degli obbiettivi di sostenibilità globali.

 

 

 

Lead image: arielrobin, Pixabay

Fonte: https://www.greenbiz.com/article/trend-circularity-becomes-measurable

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