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LA TERRA DEI BAMBINI

Un centro per l’infanzia per Um al Nasser ad opera dello studio MCA.

Cosa succede se uniamo la necessità di realizzare un centro polifunzionale per l’infanzia  con pochissime risorse, in una zona semidesertica di confine nella striscia di Gaza?

Se a gestire il tutto è un architetto illuminato e consapevole delle potenzialità derivanti anche dalle tecnologie e dai materiali più semplici e poveri, il risultato non può che essere un edificio in bioarchitettura.

Questo nuovo luogo di incontro, di crescita e di gioco si chiama  “La  Terra  dei  Bambini”, ed è la scuola da poco realizzata da Mario Cucinella in collaborazione con gruppo ARCò – Architettura e Cooperazione  e con l’ONG Vento di Terra. Qui le scarse risorse e l’impossibilità di impiegare  tecnologie complesse o sofisticate a causa dei costi di installazione, delle difficoltà di manutenzione e della mancanza di manodopera specializzata, hanno portato alla realizzazione di un complesso che rielabora le forme della tradizione locale fornendo loro nuova funzione bioclimatica. 

In pochi mesi è stato possibile costruire l’intera struttura sfruttando la tecnica degli “earth bag”, sacchi riempiti di terra e impilati. L’edificio, infatti, ha una conformazione semi-ipogea e questo permette di sfruttare l’inerzia  termica  del  terreno  e  dei  muri,  garantendo temperature interne più basse in estate, e più miti in inverno.

Dal punto di vista energetico, è  stata prevista l’installazione di un impianto a pannelli fotovoltaici sul tetto a cui ha  partecipato attivamente anche la comunità locale, apprendendo tecniche che potranno essere re-impiegate per altri interventi nel territorio.

E’ stato inoltre previsto un sistema di ventilazione  naturale  grazie al sistema a doppia copertura che garantisce l’attivazione di moti convettivi e il riciclo dell’aria calda con quella più fresca proveniente dal basso, e anche la raccolta dell’acqua piovana  avviene attraverso l’ampia copertura aggettante la cui conformazione, ricorda concettualmente quella delle tradizionali tende bedujine.

In fondo si può realizzare molto con molto poco, solo cambiando il modo di pensare e aprendosi ad un clima nuovo e  credendo  in un mondo senza sprechi e ricco di iniziative e creatività.

Questo progetto ne è la dimostrazione.

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Dalla chiocciola al green building


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